Roma Rainbow Choir


 
 

 
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Il coro

Il Roma Rainbow Choir nasce nel 2006 da un’idea di Giuseppe Pecce, che ne è rimasto alla direzione fino al 2014. Il Coro accoglie orgogliosamente persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender, queer, intersessuali, ed eterosessuali che, attraverso la musica e il canto, lottano per diffondere la cultura del rispetto per qualsiasi forma di amore e autodeterminazione. Attraverso questi mezzi culturali tutto il coro lotta attivamente nella società affinché più nessuno debba sentirsi minacciato, deriso, discriminato, emarginato per l'espressione della propria identità umana e affettiva o per la propria sessualità.

 

 

Curriculum del coro

Da sempre il Roma Rainbow Choir appoggia e promuove eventi di sensibilizzazione per le tematiche LGBTQI* ma anche per la difesa di tutti i diritti, perché un vero impegno civile pone sullo stesso piano ogni battaglia di civiltà e giustizia: dalla Giornata Mondiale per la lotta all'AIDS (Rainbow Music Against AIDS) al Concerto per il Roma Pride, senza dimenticare la Giornata della Memoria e quella contro l'Omotransfobia, i diritti dei Migranti e delle minoranze etniche. Dodici anni di attività corale hanno permesso al Roma Rainbow Choir di essere non solo il primo, ma anche il più longevo coro italiano LGBTQIE*. E anche se lo spirito e gli obiettivi della nostra associazione restano immutati, il traguardo dei dieci anni – festeggiato con un evento corale all'interno del prestigioso Palazzo Doria Pamphili di Roma assieme al Forth Choir – ha segnato un inevitabile giro di boa che ha visto cambiare sia il direttivo nella sua totalità sia la direzione artistica di Giulia Catenazzo. Rinnovarsi è importante per portare avanti con determinazione battaglie verso le quali non bisogna mai abbassare la guardia. Per questo il primo concerto della nostra attuale stagione canora si è tenuto il 14 dicembre 2017 alla Casa Internazionale delle Donne. La Casa è il luogo che abbiamo scelto con decisione per dare il nostro supporto a una realtà divenuta, nella sua attività più che ventennale, punto di riferimento per il suo sostegno alla comunità delle donne romane e per il suo impegno costante contro tutte le forme di discriminazione, di violenza e di emarginazione. Abbiamo portato la nostra voce all'Auditorium Parco della Musica nell'ambito del progetto Leopold-o di Luana Perilli e presenziato presso i Padri Somaschi di Albano alla Conferenza europea dei gruppi cristiani LGBT, coordinata da Cammini di speranza; infine a maggio 2018 siamo intervenuti come ospiti di Omphalos a Perugia, nella splendida sala dei Notari, in occasione della Giornata mondiale contro l'omo-trans-bifobia. In giugno e luglio, per la stagione dei Pride, abbiamo preparato due importanti appuntamenti: Elebababele (musica e linguaggio) presso il Museo Maxxi di Roma e Streghe, sante e puttane, concerto realizzato in collaborazione con il Parruccoro, la biblioteca Moby Dick e il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. Entrambi gli eventi hanno ottenuto il patrocinio di Cromatica: non bisogna infatti dimenticare che dal 2014 il Roma Rainbow Choir ha contribuito a istituire il Coordinamento dei Cori LGBT* italiani (CoCorIta), creando a Bologna il primo Festival italiano dei cori LGBT*, Cromatica, poi replicato a Milano e Napoli, ed è fra i soci fondatori di Cromatica, l'Associazione Nazionale dei cori LGBT* istituita nel 2018. Recentemente, con il concerto dal titolo Amor vincit omnia, nuovamente in collaborazione con il Parruccoro, la biblioteca Moby Dick e il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, abbiamo cantato non solo presso i locali del Circolo, ma anche presso Villa Wolkonsky, sede dell'Ambasciatrice inglese in Italia, durante un convegno in occasione della giornata mondiale alla lotta contro l'Hiv/Aids. Abbiamo inoltre partecipato alla serata in ricordo de La Karl du Pigné al teatro Quarticciolo di Roma, organizzata da Dragqueenmania, e infine alla festa del tesseramento del Circolo Mario Mieli, presentando il Roma Rainbow Choir come una delle attività culturali del circolo.

 

 
 

 
 

 

Il direttore e la direttrice

Claudio Spina

Polistrumentista, negli anni '90 inizia a comporre, arrangiare e dirigere ensemble vocali e gruppi strumentali. Approfondisce i vari aspetti della direzione corale frequentando corsi e workshop con (fra gli altri): Nino Albarosa e Giacomo Baroffio (Gregoriano), Marco Berrini, Diego Caravano (Pop), Carl Høgset, Giovanna Marini (Popolare), Dario Tabbia, Elisa Turlà (Voicecraft). Approfondisce la direzione d'orchestra studiando con Francesco Vizioli e Nicola Samale.

Gaia Possenti

Collabora con il Roma Rainbow Choir da marzo 2018 e durante le prove è soprano, contralto, tenore e basso, non per lo straordinario range vocale ma perchè ama in particolare la concertazione del coro. Ha scritto per il RRC il brano originale a 4 voci “Santaccia” su testo del Belli eseguito nel concerto “Streghe sante e puttane”. Studia pianoforte classico ma si interessa fin da piccolissima alla composizione e all'improvvisazione. Si avvicina al jazz con Alessandro Gwis e poi si perfeziona con Rita Marcotulli, Paolo Damiani, Danilo Rea. Nel 2014 esce il suo primo disco con composizioni originali “Infant Speech” con la formazione “U-Man trio”, prodotto da Alfamusic, segnalato tra i migliori 100 dischi dell'anno dal pubblico della rivista “Jazz It” e tra le migliori formazioni emergenti da “ Musica Jazz”. Nello stesso anno viene presentata da Rita Marcotulli al festival Busoni di Bolzano come giovane rappresentante del jazz al femminile italiano. Nel 2015 la sua composizione “Facile” viene segnalata con menzione speciale al “Premio Siae Libera il Jazz”. Nel 2016 è segnalata tra le migliori rappresentanti in Italia del suo strumento dall'Associazione Nazionale Musicisti di Jazz per coordinare il progetto relativo al disco “Janis” edito da La Repubblica/L'Espresso per la collana Jazz Italiano Live. Interessata anche alla commistione tra jazz e musiche di altre culture nel 2018 pubblica con Odradek il disco Acoustic Tarab Alachemy che presenta rielaborazioni jazzistiche di canti sufi con Houcine Ataa alla voce. Svolge un'intensa attività didattica e dal 2010 si occupa della direzione della Fermenti, una band psichiatrica integrata, recentemente invitata alla seconda edizione del Roman Soul Fest. festival che riunisce vari gruppi musicali contro lo stigma della malattia mentale.