Cantare in un coro LGBT

Una pratica artistica e sociale

Il canto corale è una pratica artistica e sociale al tempo stesso: due aspetti inscindibili. La condivisione del canto corale è in grado di arricchire le relazioni interpersonali oltre che essere politicamente e socialmente d’impatto nelle comunità di riferimento. Le persone di un coro mescolano le loro diverse voci per creare qualcosa di bello e suggestivo, le coriste e i coristi di un coro LGBT si uniscono in un contesto sicuro e aperto e si fanno sentire al di fuori unendo le loro voci.

Dare voce alle differenze

Straordinario è l’uso nel corso dei decenni che si è fatto del canto di gruppo all’interno dei movimenti per i diritti civili e dei movimenti sindacali: il canto di gruppo si è dimostrata una delle forme strategiche di resistenza contro le diverse forme di oppressione sociali. Lo spazio sicuro e comune rappresentato da un coro LGBT ha il potenziale per mobilitare un’azione sociale per sensibilizzare la società civile alle istanze della comunità LGBT e dei suoi valori di uguaglianza, piena cittadinanza, e valorizzazione delle differenze.

Attivismo

Le persone componenti di un coro LGBT sentono forte l’esperienza di vulnerabilità, la forza collettiva dell’aggregazione e non da ultimo la condivisione dei momenti di entusiasmo durante le esibizioni. Il canto inoltre è una pratica musicale immediata e diretta sia per chi canta che per il pubblico, attraverso di esso è possibile veicolare valori e messaggi grazie all’empatia della musica. Il successo dei cori LGBT sparsi per il mondo segnala il potere espressivo e sociale di una pratica artistica condivisa, e testimonia come la partecipazione a un coro LGBTQI sia più di un passatempo, ma rappresenta una forma significativa di protesta e attivismo attraverso la celebrazione della musica condivisa.

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