In Coro Contro AIDS 2020

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In occasione della Giornata Internazionale di lotta all’HIV/AIDS Cromatica presenta #InCoroControAIDS 2020. L’edizione di quest’anno non sarà in presenza a causa delle restrizioni COVID. Si tratterà di un percorso musicale online per celebrare la storia della lotta all’AIDS attraverso il contributo dei cori LGBT che continuano a sensibilizzare sulla prevenzione e contro lo stigma verso le persone che vivono con HIV.

Love alone – Ned Rorem – Komos

Il testo di questo brano è un’elegia straziante per la morte del compagno del poeta Paul Monette che così ricorda: “Roger Horowitz, mio amato amico, è morto il 22 ottobre 1986, dopo 19 mesi di lotta contro le devastazioni dell’AIDS. Aveva 44 anni ed era l’uomo più felice che io abbia mai conosciuto”. Nel novembre del 1988 il compositore Ned Rorem su commissione del New York City Gay Men’s Chorus musica il testo eseguito per la prima volta dal coro newyorkese. Questa esibizione di Komos sotto la direzione di Paolo V. Montanari è la prima esecuzione italiana del brano per la Giornata Mondiale della Lotta all’AIDS a Bologna il 30 novembre 2010 presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio.

Karma Chameleon – Culture Club – Roma Rainbow Choir & Parruccoro

Boy George, che scalò le classifiche nel 1983 con Karma Chamaleon, rappresenta una tra le più importanti icone pop degli anni ’80 per la comunità LGBT, che proprio in quei primi anni ’80 stava affrontando la profonda crisi dell’AIDS. Una crisi affrontata nel silenzio e nell’indifferenza dei governi e della società che ancora non si erano voluti accorgere dell’emergenza perché aveva inizialmente colpito maggiormente una comunità da tenere ai margini. L’apparente allegria della canzone cela un testo che parla della paura di essere alienati ed è dedicato a tutti coloro che temono di essere alienati, emarginati, dimenticati e perseguitati. La speranza è che il camaleonte carmico intervenga a fare giustizia, e anche se tutto il mondo intorno gira dal verso sbagliato, l’unica cosa da fare è quindi essere se stessi, perché è così che la natura ripaga le nostre azioni. Il brano è interpretato da Roma Rainbow Choir & Parruccoro presso il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli per la Giornata Internazionale di Lotta all’AIDS il XX. Arrangiamento e Direzione: Claudio Spina.

May it be – Enia – Canone Inverso

Con il brano May it be di Enia il Coro Canone Inverso ha aperto l’evento annuale dedicato alla Giornata Internazionale di lotta all’AIDS presso l’Auditorium San Gaetano a Padova tenutosi nel dicembre 2018. La serata è stata finalizzata alla raccolta fondi per finanziare la somministrazione di test gratuiti per l’HIV e per sensibilizzare il pubblico alla lotta contro lo stigma delle persone che vivono con HIV. Rendere disponibile il test anonimo e gratuito al di fuori di contesti sanitari (test community-based ) e promuovere l’accesso periodico ai test rappresentano alcune tra le strategie più importanti ed efficaci nei confronti della lotta all’HIV. Consentire un accesso precoce alle cure consente in pochi mesi di rendere non trasmissibile il virus e dà alla persona che vive con HIV la stessa aspettativa di vita di una persona sieronegativa.

Seasons of Love – Jonathan Larson – RicchiToni

525.600, tanti sono i minuti in un anno. Ma è l’unico modo di misurare il tempo che scorre in un anno? Si potrebbe misurarlo in albe, in tramonti, in mezzanotti, in tazze di caffè…se lo misurassimo in amore? Il testo di Seasons of Love, dal musical Rent, incentrato sul tema dell’AIDS nella prima metà degli anni ’90 quando non esistevano ancora cure efficaci, sottolinea non il valore del tempo in sé ma il valore che si dà al tempo che si sta vivendo. Uno dei protagonisti del musical ha intenzione di sfruttare al meglio il tempo che gli rimane: scrivere una grande canzone per lasciare il suo segno nel mondo prima di morire, la vita scorre via fuggendo e non c’è nessun altro giorno per vivere, se non l’oggi. Jonathan Larson, l’autore del musical ha lasciato nella sua opera un segno dell’amore verso i suoi amici morti di AIDS, chiamando i personaggi come loro; c’è di più: ad ogni rappresentazione teatrale del musical, i nomi dei personaggi di un gruppo di attivisti venivano cambiati ogni notte per omaggiare gli amici dei componenti del cast scomparsi a causa dell’AIDS. Il brano è un virtual choir realizzato da RicchiToni coro LGBT di Bari.

Seasons of Love – J. Larson – The Good News Female Gospel Choir

Seasons of Love è un brano tratto da Rent, un musical dal successo straordinario che racconta la vita di un gruppo di artisti bohèmien nella New York degli anni ’90 con lo spettro dell’AIDS quando ancora non esistevano trattamenti medici efficaci. Nel corso della storia i personaggi si ritrovano a partecipare a un gruppo di mutuo aiuto di persone che vivono con HIV, questo particolare passaggio narrativo sottolinea l’importanza del ruolo svolto dai gruppi di attivismo dell’AIDS tra metà anni ’80 e metà anni ’90: le persone sieropositive presero parola per autodeterminare il proprio ruolo attivo nella gestione della crisi dell’AIDS, per sostenersi reciprocamente, per cambiare la narrazione dell’epidemia, per fare pressione sui governi, la società e le case farmaceutiche al fine di ottenere protocolli di cure efficaci. Il brano è cantato da The Good News Female Gospel Choir.

The Miracle – Queen – Omphalos Voices

Il 23 novembre 1991, il giorno prima della sua morte, Freddie Mercury annunciò al mondo di essere affetto da AIDS, rompendo un lungo silenzio. L’annuncio proveniva da una rock star di fama planetaria e contribuì enormemente a dare un volto umano all’AIDS e a spingere a parlare pubblicamente di prevenzione e lotta all’HIV, dopo anni in cui l’argomento era stato trattato pubblicamente con lo stigma e la marginalizzazione delle persone sieropositive. The Miracle è il singolo che dà il nome all’album uscito nel 1989. Il brano è stato interpretato da Omphalos Voices nel dicembre 2019 presso la Sala dei Notari a Perugia in occasione della Giornata Internazionale di lotta all’HIV/AIDS.

Over the rainbow – Harold Arlen – Choreos

Over the rainbow è un brano iconico per la comunità LGBT, non soltanto per il riferimento del testo all’arcobaleno oltre il quale i sogni diventano possibili, ma anche per la sua interprete Judy Garland che interpretava la canzone come Doroty nel film “Il mago di Oz”. Nei campus americani degli anni ’60, dove parlare apertamente di omosessualità era vietato, si usava l’espressione “gli amici di Doroty” come chiaro riferimento alle comunità gay clandestine. Questa omofobia del linguaggio non risparmia neppure la narrazione dei primissimi anni dell’epidemia di AIDS che veniva rappresentata come “cancro gay”. La lotta allo stigma verso le persone che vivono con HIV è ancora oggi uno dei pilastri per la lotta all’HIV/AIDS. Il brano è interpretato da Choreos, coro LGBT di Firenze, nel dicembre 2019 presso l’Auditorium San Gaetano a Padova durante una serata di raccolta fondi per la somministrazione di test rapidi HIV durante la Giornata Internazionale di lotta all’HIV/AIDS.

Amazin Grace – Stranivari

Amazing Grace è un brano senza tempo del mondo anglossasone cantato prevalentemente durante il periodo natalizio e le cerimonie di commemorazione.
Per la giornata internazionle di lotta all’AIDS si scelse nel 1987 il 1 dicembre proprio perché a ridosso delle festività natalizie e di fine anno per massimizzarne l’attenzione nel mondo occidentale. A partire dal 1988 ogni 1 dicembre è stata osservata una giornata per focalizzare l’attenzione sulla prevenzione, sulla ricerca, sulla lotta allo stigma, sulla consapevolezza in merito al tema dell’AIDS/HIV.
Sempre nel 1987 si scelse di commemorare le vittime dell’AIDS per molte delle quali, a causa dello stigma, non si svolgevano nemmeno i funerali, o altre cerimonie di commemorazione: i loro corpi venivano sepolti in gran fretta e i loro nomi cancellati dal silenzio e dalla vergogna. Nacque così la “coperta dei nomi” (l’AIDS Memorial Quilt), costituita da blocchi di stoffa con i nomi delle persone care scomparse cuciti tra loro a formare un’unica ed enorme coperta.
Il brano è interpretato da Stranivari sotto la direzione di Paolo Leonardi.

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